La
grotta di Santa Barbara, situata all'interno della miniera
di San Giovanni, è stata scoperta
casualmente nell'aprile del 1952, durante lo scavo di un
fornello. La grotta si apre
al contatto tra il calcare ceroide e la dolomia gialla silicizzata
(formazioni del Cambrico inferiore ca 500 milioni di anni)
e consiste in un unico grande vano. La caratteristica che
rende particolare e unica questa cavità è legata ai cristalli
tabulari di barite bruno scuro che ne tapezzano completamente
le pareti. La deposizione dei cristalli tabulari di barite è seguita
alla formazione delle concrezioni semisferiche di calcite,
entrambi si sono formati in condizioni di totale sommersione
della grotta con circolazione d'acque a chimismo complesso.
La sequenza deposizionale si è infatti sviluppata secondo
l'ordine: - Calcite concrezionata, mammellonare, semisferica;
- Baritina in cristalli tabulari bruno scuro; - Calcite candida
in stalattiti, stalagmiti, eccentriche. Le stalattiti, le
stalagmiti di calcide candida, sono localmente ricoperte
da eccentriche di aragonite. Una patina di calcite secondaria
polverulenta sta progressivamente celando, ricoprendoli,
i cristalli di barite.